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L’articolo presenta l’editio princeps della traduzione di Luigi Pirandello delle "Elegie romane" di Goethe (Livorno, Giusti 1896), ricostruendo le difficoltà legate alla pubblicazione, descrivendo le caratteristiche dell’edizione, il ruolo di Ugo Fleres in quanto illustratore e la ricezione presso i contemporanei. Si sofferma infine sulla riflessione pirandelliana contenuta nel saggio "Illustratori, attori e traduttori" (1908) per evidenziare che Pirandello considerasse l’opera di illustrare un’edizione una “forma del tradurre” e che quindi il ruolo dell’amico Fleres non sia stato meramente accessorio nell'opera.