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Paradiso VIII

BLE-BLL

  • 2021
Published in:
  • Lectura Dantis Bononiensis. Volume X / Galli, Carlo. - 2021, p. 133-158
English Italian The essay is a reading of canto VIII of Dante Alighieri's 'Paradiso'. It offers original insights on the Capetians and Angevins in the 'Commedia'; on the nature of King Robert of Anjou (greedy and stingy, unlike his grandfather Charles I and father Charles II, greedy but liberal) and on the nature of the ‘milizia’ which, according to Dante, he should surround himself with (a splendid chivalry, bold and generous, which avoids accumulating and immobilizing wealth); on the relationship between 'nature' and 'seed'; on the nature of Charles Martel of Anjou, Dante's interlocutor in this canto (unlike all his relatives, driven by 'cupiditas', the young Charles Martel would have distinguished himself as a sovereign animated by 'karitas seu recta dilectio', to use the definition of Dante’s ‘Monarchia’); on the purpose – not at all palinodic – of the mention of Dante's canzone 'Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete' in the heaven of Venus; on the reasons for the choice of Charles Martel as a model of a virtuous sovereign, who serves Dante to vindicate with conviction his own Guelph and pro-Angevin political alignment at the time of his entry into politics and to present his own ideological repositioning and political actions following his exile not as the utilitarian outcome of his own personal misfortune, but as the consequent and necessary result of the observation – corroborated by the otherworldly revelation – that he was witnessing a ruinous and universal process of corruption of institutions, brought about by greed. This 'lectura' of ‘Paradiso’ VIII is dedicated to Emilio Pasquini. Il contributo è una lettura del canto VIII del ‘Paradiso’ di Dante Alighieri. Offre originali spunti di riflessioni su Capetingi e Angioini nella ‘Commedia’; sulla natura di re Roberto d’Angiò (avido e taccagno, a differenza del nonno Carlo I e del padre Carlo II, avidi ma liberali) e su quella della milizia di cui, secondo Dante, egli dovrebbe circondarsi (una cavalleria splendida, ardita e generosa, che rifugga dall’accumulare e immobilizzare la ricchezza); sul rapporto tra ‘natura’ e ‘seme’; sulla natura di Carlo Martello d’Angiò, interlocutore di Dante nel canto (diversamente da tutti i suoi familiari, spinti dalla ‘cupiditas’, Carlo Martello si sarebbe contraddistinto come sovrano animato da ‘karitas seu recta dilectio’, per usare la definizione della 'Monarchia'); sul senso – nient’affatto palinodico – della menzione della canzone ‘Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete’ nel cielo di Venere; sulle ragioni della scelta del personaggio di Carlo Martello come modello di principe virtuoso, che serve a Dante per rivendicare con convinzione il proprio schieramento politico guelfo e filoangioino all’altezza della sua entrata in politica e per presentare il proprio operato politico e il definitivo riposizionamento ideologico seguito all’esilio non come l’esito utilitaristico della propria personale disgrazia, ma come il risultato coerente e necessario della constatazione, corroborata dalla rivelazione oltremondana, di stare assistendo a un rovinoso e universale processo di corruzione delle istituzioni, determinato dalla cupidigia. La ‘lectura’ è dedicata a Emilio Pasquini.
Faculty
Faculté des lettres et des sciences humaines
Department
Département d'italien
Language
  • Italian
Classification
Literature
License
License undefined
Open access status
green
Persistent URL
https://folia.unifr.ch/unifr/documents/312862
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