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Nel 1506 l’umanista Giovanni Sulpizio da Veroli, già protagonista dell’accademia pomponiana, pubblicò un poemetto latino sul Giudizio universale, dedicandolo al potente cardinale Giovanni Antonio Sangiorgio. In tempi recenti, l’opera è stata considerata una possibile fonte di ispirazione per gli affreschi apocalittici di Luca Signorelli e Michelangelo. Se ne procura una sintetica introduzione, proponendo correzioni al testo dell’edizione moderna (1994), facendo emergere i forti legami con l’ambiente e il programma culturale della Curia di Giulio II e commentando i loci paralleli con la Commedia, indizi di una trama dantesca discreta e mai esibita, anzi ove possibile dissimulata.