Research report

Muslime im öffentlichen und medialen Raum

    2019

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Italian I workshop sul tema dei media e dell’opinione pubblica si sono concentrati su un tema delicato del progetto « Le organizzazioni musulmane come attrici sociali ». L’islam non è di per sé un caso particolare, ma un soggetto della società come molti altri. Nell’adempiere i loro obblighi di informazione, i media riportano notizie relative all’islam come fanno per altri argomenti. Ma le implicazioni globali di questa religione, i pregiudizi che la circondano e le espressioni estreme che le vengono associate, impongono un insieme di condizioni specifiche al dibattito. I rapporti tra media e musulmani fanno parte di questo quadro. I workshop hanno dimostrato che un intenso scambio tra giornalisti e responsabili musulmani può portare ad una visione condivisa dei conflitti e dei problemi. Alla luce di tutto ciò, è possibile fare il punto della situazione e formulare le seguenti raccomandazioni: In primo luogo, i media hanno una chiara responsabilità nel dibattito sull’islam e i musulmani. L’immagine che la società ne ha è in effetti trasmessa e fortemente influenzata dai media. È chiaro che gli sviluppi problematici in diverse regioni del mondo, in Europa e in Svizzera, devono essere presentati criticamente da diverse angolazioni. Ma gli sviluppi positivi devono in egual modo poter trovare il loro posto. È quindi importante che vengano riportate anche le attività dei musulmani in Svizzera, a livello locale, regionale o nazionale. I giornalisti che lavorano su questo tema necessitano di informazioni e di una buona rete di persone legate alle associazioni, che possano rispondere alle loro domande. È inoltre auspicabile che i giornalisti che lavorano sulla questione dell’islam e dei musulmani approfittino delle opportunità per approfondire le loro conoscenze in questo ambito. In secondo luogo, gli attori musulmani possono contribuire in modo decisivo al dibattito pubblico attraverso il loro impegno mediatico. Se questi saranno in grado di abbandonare il campo della difesa e della reazione per diventare proattivi, aumenteranno le loro possibilità di diventare pubblicamente visibili e di cambiare l’immagine e la percezione distorta che si ha di loro. Per questo motivo il lavoro di pubbliche relazioni deve diventare una delle loro priorità. Anche se i loro mezzi sono limitati, essi hanno tra le giovani generazioni le competenze e le risorse per integrare i media tradizionali e sociali. I social network offrono opportunità di partecipazione ancora da sondare. Le associazioni spesso non dispongono di responsabili formati al 36 37 funzionamento dei media ed è poco probabile che lo diventino presto, soprattutto a causa di motivi finanziari. Per loro si tratta di partecipare ad un dibattito vario e animato con le risorse esistenti. Per fare ciò, a differenza di quello avvien oggi, devono differenziare la loro logica da quella dei media e rispettare la loro autonomia, anche se questa meta non è facile da raggiungere data la considerevole presenza di attori in gioco. In terzo luogo, gli schemi interpretativi sono spesso stereotipati. È importante che tutti i soggetti coinvolti sviluppino nuove interazioni e scoprano in seno al mondo dei media e a quello musulmano strutture e posizioni di cui non sono ancora a conoscenza. È inutile considerare i musulmani soltanto come vittime del discorso egemonico, poiché ciò può paralizzare e amplificare il problema. D’altra parte, è possibile pensare al grande interesse dei media per l’islam e i musulmani come ad un’opportunità. Esistono questioni ricorrenti che interessano l’opinione pubblica e che i media riprendono, come ad esempio le leggi che regolano il rapporto tra lo Stato e le comunità religiose non riconosciute in alcuni Cantoni. Se i musulmani esprimono le proprie opinioni sull’argomento, si creano maggiori possibilità di integrarli nel dibattito. In quarto luogo, il tema dei musulmani e dell’opinione pubblica è un importante indicatore della coesione sociale. Il modo in cui i media rappresentano l’islam può far sì che i musulmani si sentano esclusi e fraintesi dalla società. I media possono però anche rendere visibili delle iniziative esemplari in materia di partecipazione dei musulmani, mostrando in quali ambiti i essi operano per il bene comune nelle loro associazioni, ma anche oltre, come nel campo del lavoro con i rifugiati. Ciò permette pure di evitare di concentrarsi troppo sull’aspetto religioso nel dibattito sull’islam. Gli attori musulmani sono chiamati a comunicare non solo con i giornalisti, ma anche con il pubblico in generale. Le società moderne sono plurali, il che ha ovviamente un impatto anche sui musulmani. È quindi importante che una diversità di opinioni trovi posto non soltanto nel dibattito sociale, ma pure nelle discussioni interne tra i musulmani e le loro organizzazioni.
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Faculty
Rectorat
Department
Centre Suisse Islam et Société
Language
  • Italian
Classification
Religion, theology
Series statement
  • CSIS-Papers ; 5
License
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  • RERO DOC 330256
Persistent URL
https://folia.unifr.ch/unifr/documents/309168
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